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ETHIOPIA – Migrazione irregolare: un’alternativa possibile

La presa di coscienza sui rischi che comporta la scelta di migrare attraverso canali irregolari è al centro dell’intervento di Teatro Sociale e di Comunità, in partnership con l’ONG CIFA, condotto all’interno del progetto Migrazione irregolare: un’alternativa possibile in Etiopia.

ETHIOPIA – Migrazione irregolare: un’alternativa possibile

Luglio 2016 – dicembre 2016

L’intervento di TSC ha coinvolto le comunità di Ambassel, Worebabo e Tehuledere, tre diversi woreda – suddivisione amministrativa dell’Etiopia equivalente alla provincia – in Amara, regione settentrionale del Paese. Destinatari diretti delle attività sono adulti direttamente o indirettamente coinvolti nei processi di migrazione irregolare, e studenti dai 10 ai 14 anni, appartenenti alle comunità sopracitate.

Obiettivi. L’obiettivo principale è la creazione di consapevolezza e lo sviluppo di un pensiero critico verso il fenomeno della migrazione irregolare, attraverso l’esplorazione e la successiva condivisione dei saperi intorno al tema principale.

Enti promotori.  Il progetto è stato realizzato da SCT Centre in stretta collaborazione con la ONG italiana Cifa e la ONG etiopica IFSO (Integrated Family Service Organization) che da 7 anni lavora sul territorio.

Strutturazione dell’intervento
L’intervento, svolto da Luglio a Novembre 2016, è stato articolato in due fasi:

•    I FASE: Attività laboratoriali e Feste di Comunità all’interno dei tre woreda – nei villaggi di Wuchale, Bistima e Hayk.
•   II FASE: Diffusione del gioco da tavolo “The Path of Life” – creato attraverso l’analisi e la rielaborazione dei contenuti emersi durante il lavoro della prima fase – nelle scuole primarie e secondarie dei tre woreda precedentemente coinvolti (Ambassel, Worebabo, Tehuledere).

I FASE
Descrizione
Ogni intervento di TSC presso i woreda è stato condotto attraverso due azioni principali:
•    Il format del laboratorio, di 20 ore e rivolto a due diversi gruppi di 20 persone ciascuno.
•    La costruzione di un evento di chiusura, secondo i modelli della parata di baratto e della Festa di Comunità.

I laboratori
Destinatari dell’intervento, eterogenei per età, istruzione e provenienza, sono i membri della comunità coinvolti direttamente o indirettamente nei processi di migrazione irregolare. Gli obiettivi perseguiti sono stati l’esplorazione e l’analisi condivisa della tematica principale, la raccolta di informazioni e lo sviluppo di consapevolezza rispetto i rischi inerenti l’immigrazione irregolare, oltre che la valorizzazione della cultura di provenienza. Il format laboratoriale progettato, considerando il contesto culturale e la tipologia di utenza, ha agito su tre piani di lavoro: il piano socio-affettivo; quello espressivo e il piano dell’immaginario. Le tematiche su cui si è strutturato sono:
•    Analisi dei rischi collegati all’immigrazione irregolare: esplorazione delle diverse dinamiche inerenti ogni fase del processo migratorio: la scelta, l’organizzazione, il viaggio, l’arrivo nel Paese straniero, la nuova vita.
•    Valorizzazione della cultura di provenienza:
1.    esplorazione della cerimonia del caffè – elemento fortemente radicato nella tradizione etiopica – assunta come sistema  simbolico atto a strutturare l’impalcatura drammaturgica della Festa di Comunità;
2.    creazione dell’ “ Orchestra”:  ad ogni singolo partecipante si chiede di restituire – con il corpo e con la voce – un suono caratteristico del proprio territorio; “accendendo” e “spegnendo”, insieme ed individualmente, i singoli contributi, prende vita il panorama sonoro del villaggio che diviene forma rappresentativa dello stesso.

L’ evento finale
La costruzione dell’evento finale, tappa conclusiva dell’intervento di TSC in ciascun woreda, è stata approntata attraverso il diretto coinvolgimento sia dei partecipanti dei laboratori, che delle istituzioni locali, in particolare utilizzando la tradizionale cerimonia del caffè, elemento rappresentativo della cultura etiopica.
I due format utilizzati sono:

•    La Parata di Baratto. I partecipanti del laboratorio, accompagnati dalle operatrici, hanno attraversato le vie del villaggio, animando il corteo con musica, giocoleria e danze tradizionali. Durante la parata si è svolta l’azione del Baratto: alle persone in strada e a quelle che si affacciavano sulla soglia di casa, è stato chiesto di donare un chicco di caffè e sono state fotografate in quel momento. È stato spiegato loro che avrebbero ritrovato il loro chicco trasformato, insieme a tutti gli altri raccolti, in caffè pronto da essere offerto durante la Festa di Comunità a cui erano tutti invitati a partecipare.
•    La Festa di Comunità. In ciascun woreda si è svolta una Festa di Comunità che, a partire da un modello comune, si è di volta in volta declinata secondo le specificità del villaggio: essa, infatti, ha tra i suoi scopi quello di far percepire come ogni evento complesso sia possibile grazie al contributo di ogni membro.

II FASE
La seconda fase, prevede strategie volte ad una diffusione, il più possibile capillare, dei contenuti emersi durante i laboratori condotti nella prima. L’obiettivo principale è raggiungere le fasce giovanili – particolarmente esposte, in futuro, al rischio di ricorrere al canale irregolare d’immigrazione –  . A tal fine, si procede con la creazione del gioco da tavolo “Path of life”, il cui contenuto è stato elaborato a partire dall’analisi di quanto raccolto. Il gioco viene poi diffuso attraverso diversi interventi condotti nelle scuole dei tre woreda che coinvolgano sia insegnanti che alunni dai 10 ai 14 anni.

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PARTNER PRINCIPALI

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CONTATTI

Maurizio Bertolini
bertolini@socialcommunitytheatre.com

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Direzione scientifica
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Supervisione psicologica
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Coordinamento e supervisione SCT
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